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 VITTIME SUL LAVORO 

IN QUESTA GIORNATA DI CELEBRAZIONI IN MEMORIA DEI DEFUNTI LA REDAZIONE DI ROMSTAMPA RICORDA I CADUTI DEL LAVORO

Giovani, meno giovani. Di professione operai, montatori, manovali etc. I caduti sul lavoro in Italia, in questi anni sono stati molti. Lo scorso mese di ottobre, è stata celebrata la 59° Giornata delle Vittime del Lavoro, istituzionalizzata su iniziativa dell'ANMIL ( Associazione Nazionale mutilati ed invalidi del lavoro), con l'intervento delle massime autorità dello Stato, in cui si sono ricordate le tragedie immani accadute nei posti di lavoro nel nostro paese: da Nord a Sud. E noi, non possiamo, non ricordare come a morire sul lavoro siano quasi sempre persone giovani, giovanissime, ma anche mature, padri di famiglia che per portare a casa "la pagnotta" necessaria a mantenere sè ed i propri familiari accettano di lavorare, talvolta, in condizioni estreme, in nero o senza adeguati standard di sicurezza. Sul lavoro non si muore stando comodamente seduti in ufficio,  anche la sedentarietà,  può uccidere, lo sappiamo, ma quella spesso è una scelta. Salire su un tetto di diversi metri con il rischio di scivolare, non è sempre una scelta, ma un'impellente necessità. Muore il giovane operaio al primo impiego, muore  il 45 enne operaio che vive il suo lavoro con impegno ed abnegazione, che teme di perderlo il suo rischioso posto di lavoro, perchè forse un altro lavoro, diverso o uguale, sarebbe difficile da trovare. Oggi nella giornata della Commemorazione dei defunti, la nostra redazione che fa informazione sul mondo del lavoro, sulla formazione, su come entrare nel mondo economico e produttivo, ha voluto ricordare loro: i lavoratori caduti durante lo svolgimento della loro professione. Assieme alle categorie professionali poco fa menzionate, ricordiamo anche  i militari caduti in Italia ed all'estero durante lo svolgimento della loro missione che è quella di garantire aiuti e sicurezza alla collettività. Dando uno sguardo alle statistiche ufficiali dell'Inail, gli infortuni sul lavoro nel  2008 sono stati circa 874 mila ed hanno provocato 1120 morti. Rispetto al 2007 gli infortuni registrano una diminuzione del 4,1% , del 7%  quelli mortali. L'infortunio sul lavoro secondo il rapporto Inail resta principalmente un evento maschile, riguarda il 71% dei lavoratori ed il 78% di quelli stranieri. I decessi in  entrambi i casi interessano il 90% dei lavoratori di sesso maschile. Ad infortunarsi in genere sono i giovani: il 37% ha meno di 35 anni, l'80% meno di 50 , per i lavoratori stranieri la percentuale sale del 47 e del 90%. I sinistri sul lavoro si concentrano nelle aree a maggiore densità occupazionale come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.  C'è da sottolinerare che i dati Inail rilevano  posizioni regolarmente denunciate, al Sud abbiamo assistito a tragici incidenti, anche mortali e quando non lo sono, c'è il rischio che passino inosservati per via dell'alta percentuale di lavoro nero e sommerso che caratterizza il Meridione. Ci uniamo anche noi all'appello lanciato l'11 ottobre in occasione della Giornata delle Vittime del Lavoro, affinchè si tenga alta l'attenzione sulle situazioni lavorative più rischiose, affinchè si evitino altri morti. Perchè di lavoro si deve vivere, non morire.

 

 

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