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   VERTENZA CESAME

REVOCATA LA VENDITA

CHIESTO DAI SINDACATI UN TAVOLO ISTITUZIONALE PER GARANTIRE AI LAVORATORI SENZA STIPENDIO  L'ACCESSO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei rappresentanti dei lavoratori della Cesame, inviato tramite il modulo commenti.  Ecco quello che riporta: "La IV sezione civile del tribunale catanese ha deliberato in merito alla richiesta di revoca, giunta da parte del ministero delle Attività produttive per la vendita della Cesame alla Forex, nel 2005, a fronte di numerose inadempienze contrattuali. La sentenza, la cui motivazione non è ancora disponibile, rimette dunque «punto e a capo» la difficile vertenza che riguarda la storica fabbrica catanese di ceramiche sanitarie, ferma ormai dal dicembre del 2007. La revoca della vendita da parte del ministero che gestiva la fabbrica attraverso un commissario straordinario in virtù della legge Prodi-bis ricadrà infatti «a cascata»sulla Cesame Italia srl che attualmente detiene la proprietà che ha rilevato dalla Forex nel 2006. Dunque,secondo le previsioni Cesame tornerà in Prodi-bis e sarà gestita nuovamente da un commissario, anche se, difficilmente sarà possibile accedere a un nuovo risanamento, visto che questa fase era stata già esperita. Probabilmente dunque, la Cesame sarà posta in liquidazione e ai 140 lavoratori saranno concessi gli ammortizzatori sociali previsti in queste circostanze.La notizia trapelata dal tribunale è stata accolta con soddisfazione dai rappresentanti dei lavoratori che avevano respinto proprio qualche giorno fa, su preciso mandato dei 140, un tentativo estremo di accordo da parte della proprietà, un accordo i cui contenuti sono stati giudicati irricevibili.«Come gestire adesso la revoca? - si chiedono Margherita Patti (Filcem-Cgil) e Renato Avola (Femca-Cisl) – La fattispecie per Catania è assolutamente inedita. Ecco perchè chiediamo con urgenza alla prefettura di convocare un tavolo istituzionale, al quale debbono partecipare rappresentanti del ministero delle Attività produttive così
come rappresentanti di Comune, Provincia e Regione per facilitare il percorso che porti alla concessione degli ammortizzatori sociali. E anche per sperare in un rilancio dell’azienda che, tecnicamente, torna ad essere "terra di nessuno".Eppure - continuano Patti e Avola . anche se la revoca può sembrare una notizia negativa, paradossalmente garantisce di più i diritti dei lavoratori(i crediti di lavoro sono considerati crediti privilegiati) e potrebbe rimettere in corsa la fabbrica, anche se le attuali condizioni sono poco appetibili». E un compratore, secondo le dichiarazioni di qualche mese fa dell’assessore regionale alla Attività produttive Pippo Gianni per la Cesame già ci sarebbe: un imprenditore lombardo che avrebbe affidato a una società di consulenza il compito di fare una prima stima “sull’affare”. Una trattativa sulla quale comunque è poi calato il silenzio. I lavoratori, che non percepiscono emolumenti dal gennaio del 2008, sono stati subito informati di un esito da tempo atteso. «Tanto - ripetevano – che cosa abbiamo da perdere con la revoca se abbiamo già perso tutto?». I sindacati: "Per gestire questa fase chiediamo subito un tavolo istituzionale, anche per garantire ai lavoratori gli ammortizzatori sociali".

 

 

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