Corsi per diventare parrucchiere

In tempi di crisi i giovani riscoprono i mestieri artigianali. Tra questi occupa un posto d’onore quello del parrucchiere, ovvero colui che si occupa di tagliare, colorare, pettinare ed acconciare i nostri capelli. Il parrucchiere è un mestiere antico e dalla tradizione millenaria. Oggi, con il culto della bellezza, è anche diventato una professione molto ambita, perché legata proprio alla capacità di saper creare, con i capelli, dei risultati estetici davvero sorprendenti.

Per diventare parrucchiere bisogna conoscere molto bene le varie tecniche di taglio, asciugatura, colorazione e pettinatura. Tutto questo si può imparare anche con la pratica presso un salone di parrucchiere, ma la formazione sul campo deve iniziare fin da giovanissimi, in modo da assimilare al meglio tutte le varie tecniche di lavorazione dei capelli.

La legge impone anche che per aprire un negozio o un salone di parrucchiere si debba essere in possesso di un diploma di qualifica professionale. Questo diploma viene rilasciato da scuole autorizzate dalle Regioni e dopo aver frequentato delle lezioni teorico pratiche di 1800 ore suddivise in tre anni.

Al termine dei tre anni si potrà conseguire il diploma di Maestro parrucchiere. Per una formazione più specifica si possono frequentare degli ulteriori corsi di formazione biennale, al termine dei quali verrà rilasciato il diploma di Maestro parrucchiere insegnante, cioè di acconciatore autorizzato ad impartire lezioni ai corsi per parrucchiere.

Ma quali corsi frequentare per ottenere una solida formazione di base? La formazione per diventare dei bravi parrucchieri viene fornita dalle Accademie di Acconciatura, vere e proprie scuole di alta formazione che forniscono una solida preparazione teorico pratica sulle varie tecniche di lavorazione dei capelli.

I corsi iniziano a settembre e si chiudono a maggio, proprio come il normale anno scolastico. Ogni anno di corso è dedicato ad acquisire le conoscenze di base o avanzate del taglio, dell’asciugatura e della lavorazione dei capelli. Naturalmente, durante il primo anno si acquisiranno le conoscenze base della tecnica di lavorazione dei capelli abbinate a lezioni teoriche di tricologia, cioè di studio della struttura del capello.

Durante il secondo ed il terzo anno si proseguirà con lo studio delle materie iniziate nel primo, diversificandole in taglio maschile e femminile, taglio commerciale e trend, tecniche di taglio, taglio scalato, asciugatura phon,  raccolti,  acconciature sposa, colorazione capelli e così via.

Le lezioni pratiche si effettuano su teste di manichini, mentre le attrezzature per la lavorazione dei capelli vengono fornite dalla scuola e al termine del corso rimarranno di proprietà degli allievi. I corsi delle Accademie per parrucchieri sono a pagamento ed a volte possono essere a numero chiuso.

L’iscrizione va effettuata entro le prime settimane di settembre, perché le lezioni iniziano a metà mese, in corrispondenza con la data di apertura delle scuole.  L’età minima per iscriversi ai corsi di parrucchiere è . Il costo dei corsi varia in base alla scuola che li offre, ma in genere si aggira intorno ai 1300 euro l’anno, a cui aggiungere 150 euro a titolo di quota d’iscrizione.

L’investimento per diventare parrucchiere può sembrare esoso ma, se si hanno reale talento e passione per questo lavoro, verrà ripagato da grandi guadagni e da immense soddisfazioni morali.

Di seguito riportiamo alcuni riferimenti di Accademie per parrucchieri, tra cui Fashion Accademy, autorizzata dalla Regione Lazio, www.fashionlookacademy.it/corso_acconciatori.asp e Accademia UAAMI, la scuola dell’Unione Artisti Acconciatori Italiani UAAMI, raggiungibile a questo link: www.scuola-parrucchieri.org.

Nuove professioni web: l’articolista

Tutta la verità sul mestiere più gettonato del web

CHI E’ E COSA FA

Con il termine “articolista” si indica una figura professionale a metà strada tra il giornalista e il blogger. Si tratta di una persona che scrive articoli per il web, anzi per siti e blog. Chi scrive articoli per “mestiere”, si suppone sia anche preparato ed informato sull’argomento da trattare, ecco perché l’articolista viene visto come una specie di ibrido tra il classico produttore di notizie, ovvero il giornalista, e il redattore di un blog, ovvero il blogger. L’articolista può essere sia una giornalista che un blogger. Comunemente viene anche chiamato web writer o scrittore del web. Molti articolisti sono anche iscritti all’Albo dei Giornalisti e prestano la propria “penna”, pardon, la propria tastiera, alla scrittura di articoli per i siti e le testate online. Tra articolisti giornalisti ed articolisti non giornalisti nati solo come web writer, l’esercito degli operatori della scrittura per il web annovera ormai migliaia ( forse anche milioni) di persone che guadagnano denaro scrivendo. Tra l’altro, con la spaventosa diffusione dei siti web, la figura dell’articolista è molto richiesta. Il web, infatti, ha un infinito ed inesauribile bisogno di contenuti, specie unici, originali e non copiati. Un sito con molti contenuti procura visite ed anche guadagni pubblicitari. Ecco perché i gestori dei siti non possono provvedere a scrivere in proprio gli articoli, ma devono commissionarli a soggetti esterni che li scrivano al loro posto consegnandoli nei tempi e nei modi prescritti. L’articolista è, dunque, fondamentale per garantire l’aggiornamento costante di un sito e di un blog e per  avere sempre contenuti freschi e di qualità. Peccato che questa “preziosità” non sia ancora definitivamente riconosciuta dai proprietari dei siti.

COME SI INIZIA

La gavetta dell’articolista si presenta simile a quella del giornalista: si inizia a scrivere gratis e poi, grazie al pacchetto di pezzi già scritti, ci si propone per la scrittura di articoli a pagamento. Per diventare articolista non serve una particolare preparazione, ma solo un’ottima e fluente conoscenza della lingua italiana. In poche parole, se si vuole lavorare come articolisti, si deve saper scrivere bene e in maniera corretta.  Naturalmente bisogna avere la capacità di reperire notizie e informazioni da altre fonti web, da rielaborare in maniera del tutto unica ed originale. In pratica l’articolista si deve muovere come  il creatore di un puzzle, che mette assieme diversi pezzi creando un’opera  assolutamente nuova. Scrivere articoli non vuol dire, infatti, copiare, ma solo verificare le fonti da cui attingere le informazioni da rielaborare e condire  con il proprio stile e le proprie conoscenze. Il lavoro dell’articolista, proprio per questo lavoro “certosino” di ricerca e di verifica delle fonti, è molto faticoso, ma non finisce qui, perché poi bisognerà scrivere il pezzo, abbinarvi delle immagini adatte e libere da copyright e inserire tutto il materiale su una piattaforma per la pubblicazione. Spesso viene pagato solo il lavoro di scrittura degli articoli, ma non la ricerca delle fonti, delle immagini e il lavoro di pubblicazione. I compensi per gli articoli scritti vengono calcolati a parola, ma qui nasce il lato dolente, anzi dolentissimo di questa professione: il mercato web degli articolisti, come per qualsiasi altro lavoro proveniente dall’Italia, è orientato al più squallido sfruttamento da parte degli editori, che fissano tariffe bassissime e al limite della decenza.

QUANTO SI GUADAGNA

Il mercato attualmente si attesta attorno a un centesimo di euro a parola, anche se con la crisi, questi stessi compensi stanno scendendo oltre la soglia appena indicata. Per la scrittura di un articolo di 200 parole si offre non più di un euro, mentre altri webmaster ancora più spregiudicati non si vergognano ad offrire persino 50 centesimi ad articolo. E’ chiaro che con queste tariffe non si può sperare di sopravvivere, specie in un ambito in cui la concorrenza ha ormai superato i livelli di guardia e dove per disperazione molti si abbassano a scrivere anche per un euro o per pochi cent.  Il quadro del lavoro italiano degli articolisti purtroppo è questo. Non crediamo in un miglioramento della situazione a meno che gli stessi articolisti non decidano di dire “no” alle offerte di lavoro a prezzi stracciati. Alcuni webmaster, dalle pagine di alcuni forum, accusano alcuni articolisti di “scrivere da cani”e quindi non si sentono di spendere molti euro per un articolo. Peccato che negli  annunci di lavoro si chieda sempre un’eccellente grammatica e un’ottima capacità di scrittura, a fronte di un pagamento di massimo uno o pochi euro. Magari qualche articolista scriverà pure male, ma non ci sentiamo di definirlo mediocre, perché con i compensi bassi , molti scrittori del web sono costretti a scrivere dalla mattina alla sera, vendendo gli articoli come fossero patate. Per guadagnare trenta euro al giorno, con articoli pagati a un cent a parola, bisogna scrivere tremila parole al giorno, con articoli pagati a mezzo cent bisogna scrivere seimila parole al giorno. Queste parole vanno divise per diversi articoli compresi tra 200 e 500 parole, dove per ognuno di loro bisognerà informarsi, reperire le immagini e procedere alla pubblicazione. Il lavoro così descritto può andare dalle sei alle otto ore al giorno. Esistono anche editori seri che pagano degnamente gli articoli, oppure che pagano poco, ma assegnano lavori continuativi con moltissimi articoli, che consentono un certo guadagno mensile,  ma purtroppo, a causa dell’elevata concorrenza, di questi editori se ne trovano sempre meno e quelli seri hanno già la loro squadra di collaboratori. Chi vuole tentare di diventare articolista per il web italiano, può cercare sul web la parola chiave “ offerte lavoro articolista”, che restituirà diversi siti con annunci di lavoro ( si spera ben pagati) per blogger, articolisti e webwriter.

Nuove professioni del web: il moderatore di forum

Il moderatore di forum: Chi è, cosa fa e quanto guadagna

Inizia da questa settimana il ciclo di articoli dedicati alle nuove professioni del web. In un periodo particolarmente difficile come quello che stiamo vivendo, vale la pena affrontare il tema delle nuove professioni legate ad Internet, che probabilmente rappresenta una delle poche soluzioni per provare a lavorare e a guadagnare. Il moderatore di forum è una figura relativamente recente nel panorama delle professioni web, anche se a titolo volontario esiste già da qualche anno. Questo operatore si occupa di visionare, accettare, modificare e pubblicare i commenti degli iscritti a un forum. Ma non solo, le sue mansioni spaziano anche dalle risposte ai messaggi, allo spostamento dei topic da una sezione all’altra, agli avvertimenti per gli iscritti che si comportano in maniera scorretta, alla chiusura dei topic non in linea con le regole del forum .

Con l’enorme sviluppo del web, i forum sono diventati via via sempre più affollati, richiedendo la supervisione di operatori addetti esclusivamente alla gestione dei topic inseriti dagli utenti iscritti. Anche se considerati delle semplici piattaforme di comunicazione, i forum  possono contenere commenti offensivi o lesivi della dignità altrui,  facendo incorrere gli amministratori ed i titolari di queste stesse piattaforme, nel reato di diffamazione, reato purtroppo suscettibile di querela penale.

I moderatori, solitamente, fanno parte dello staff del forum e ricoprono questo ruolo dopo essere stati degli utenti molto attivi ed aver postato centinaia di topic. Il moderatore di un forum può anche essere un professionista della comunicazione online pronto ad offrire la sua esperienza a grandi aziende web proprietarie di forum molto frequentati e affollati.

Per proporsi come moderatore di forum presso web agency e grandi network di siti, bisogna avere un’esperienza pregressa come moderatori, anche volontari o gratuiti, presso un altro forum ( il proprio ruolo andrà linkato nel curriculum inviato all’azienda). Altro requisito, la costruzione di una buona reputazione in questo campo. Questa reputazione si “costruisce” facendosi rilasciare una lettera di referenze  dagli amministratori presso cui si è svolto il ruolo di moderatore. I documenti e le referenze si possono poi pubblicare su un proprio blog personale e sui principali social network per professionisti, come Linkedin. Dopo aver messo in mostra il proprio Cv, si potrà intraprendere lo step del contatto con le aziende.

La proposta di collaborazione nel ruolo di moderatore di forum può essere inviata in maniera spontanea o in risposta a un preciso annuncio di lavoro. Sul web esistono alcuni annunci di lavoro per moderatori di chat, figure che in pratica svolgono lo stesso ruolo del moderatore di forum, assistendo però gli utenti in tempo reale e con risposte immediate. Ecco alcuni link per rispondere a questi annunci: Bollettino del Lavoro,  Bakeca.it.

Il moderatore di forum può lavorare da casa e con orari anche notturni, festivi o serali. Proprio per questi orari, il moderatore può essere assunto con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Lo stipendio iniziale per un moderatore di forum e chat, con contratto dipendente, è di 18 o 20 mila euro annui. Molte offerte di lavoro come moderatore di forum si trovano digitando sul web la parola chiave” community manager”, quest’ultimo è il gestore delle attività di comunicazione online che riguardano forum, blog, chat e social network. Il moderatore di forum sconta anche le solite difficoltà legate al lavoro occasionale, dove i compensi offerti sono molto bassi,  tipo 0,10 euro ogni dieci risposte. In tal caso, per guadagnare almeno 40 euro al giorno, bisognerebbe produrre  ben 4 mila risposte!

Le collaborazioni occasionali più remunerate sono quelle con i blog in lingua inglese, dove si possono ricevere anche due dollari per ogni risposta inserita. In tal caso però bisogna possedere una buona conoscenza della lingua. Ben pagati sembrano essere anche i moderatori dei forum legati al gioco d’azzardo e al gambling online. Le offerte di lavoro per lavorare come moderatori, nei forum in lingua inglese, si trovano digitando sul web la seguente parola chiave: “job forum moderator”.

Lavoro all’estero per cinquantenni: ecco tutte le opportunità.

La perdita del lavoro a 50 anni rappresenta per l’Italia un dramma sociale di proporzioni spaventose. Lo dimostra la lunga catena di suicidi balzati agli onori della cronaca durante l’aggravamento della crisi economica. Chi perde il lavoro alla soglia della mezza età, nel  nostro Paese può considerarsi quasi spacciato, non è così all’estero, dove i cinquantenni che perdono il lavoro sono sostenuti gratuitamente da agenzie governative, le quali istituiscono programmi di inserimento lavorativo studiati apposta per gli over 40 ed over 50 in cerca di occupazione.

Accade, ad esempio, in Australia,  dove il Governo ha istituito il Dipartimento per l’Impiego dei lavoratori cinquantenni,  che grazie alla loro esperienza possono essere inseriti in strutture per la formazione di persone disabili o di persone più giovani  in cerca di lavoro a cui trasmettere la propria esperienza e le proprie abilità. Insomma, all’estero i cinquantenni sono considerati una grande risorsa, una immensa fonte di conoscenza da mettere a disposizione degli altri,  a cui possono insegnare quello che loro hanno appreso durante la loro vita lavorativa.

Per questo ruolo i cinquantenni vengono pagati, perché la loro esperienza vale quanto un lavoro tradizionale. Chi nasce in Australia  e si ritrova senza lavoro a 50 anni è più fortunato di chi nasce in Italia e vive nella stessa condizione socioeconomica. Anche i cinquantenni italiani senza lavoro possono provare a cambiare la loro vita rivolgendo il loro sguardo all’estero, verso opportunità di lavoro riservate proprio a profili senior.

In Rete sono nati anche siti web internazionali che si occupano dell’incontro tra  datori di lavoro esteri e  madrelingua italiani che sono rimasti senza un’occupazione. Il dato che emerge da questi siti è che le maggiori opportunità di lavoro per i cinquantenni provengono dai Paesi extraeuropei, come Africa, Asia ed Emirati Arabi. Molto ricche di opportunità sembrano essere il Sud Africa e Dubai.

Opportunità in tal senso vengono offerte dal sito www.multilingualvacancies.com che segnala i posti di lavoro disponibili anche per madrelingua italiani. Le offerte pubblicate sul sito si rivolgono preferibilmente a profili senior ( maturi) che parlano l’italiano e che sono disposti a trasferirsi all’estero presso la sede di lavoro indicata.  Una di queste offerte proviene da un’azienda di marketing con sede a Cape Town in Sudafrica. L’azienda cerca madrelingua italiani che conoscano anche l’inglese  e abbiano esperienza nel servizio di assistenza clienti. L’azienda mette a disposizione degli assunti un appartamento nel cuore della sede aziendale e un salario dignitoso. Il link per candidarsi è il seguente: http://www.multilingualvacancies.com/job-details-115335.html.

Altre offerte sono riservate sempre a madrelingua italiani e provengono da aziende londinesi che pagano da 20 a 40 mila sterline all’anno. La pagina per visualizzare tutte le offerte, con gli indirizzi email ed i numeri di telefono delle persone da contattare, è visibile a questo link:http://www.multilingualvacancies.com/vacancies/italian-language-jobs.php.

Altro sito per l’incontro internazionale tra domanda ed offerta di lavoro è visibile a questo link: www.exec-appointments.com/?gclid=CJfagsyd2LACFQpd3wodTk7W2w, portale dedicato a profili senior che hanno ricoperto ruoli esecutivi e manageriali.

All’interno del sito indicato esiste un link: International Job, con le offerte di lavoro in Paesi come Asia e Africa ed Emirati Arabi, dove le aziende dei Paesi ricchi investono ed assumono con salari estremamente dignitosi.

Per trovare lavoro in Europa e precisamente in Gran Bretagna, esiste anche un forum e una chat in cui incontrare amici londinesi cinquantenni o potenziali datori di lavoro: l’url del forum è http://overfiftiesfriends.co.uk/discussions.php.

Cosa fare dopo la maturità

L’esame di maturità rappresenta, per moltissimi giovani, una delicata fase di passaggio della propria vita: quella in cui bisogna decidere se andare a lavorare o proseguire gli studi universitari.  Spesso la decisione del “cosa fare dopo il sospirato esame di maturità” si scontra con dubbi, paure, incertezze e incrollabili indecisioni che fanno ritardare la scelta del percorso da intraprendere per il proprio futuro.

Dopo la maturità generalmente bisognerebbe scegliere un percorso di studio o di lavoro coerente con il proprio diploma. Se si possiede un diploma a indirizzo tecnico, anche l’università scelta dovrà essere sempre con lo stesso indirizzo, se si possiede la maturità liceale classica bisognerebbe proseguire con studi universitari a indirizzo umanistico.

Purtroppo, in mezzo al principio della coerenza, bisogna valutare anche quello delle opportunità che certi percorsi di studio offrono. Secondo gli ultimi dati, i laureati delle facoltà umanistiche hanno messo opportunità occupazionali rispetto a quelli delle facoltà tecniche.

Le facoltà universitarie con le maggiori opportunità occupazionali sono, infatti, Ingegneria, Chimica Industriale e Ambientale e Medicina. Per quanto riguarda la facoltà di Chimica, molti studenti vengono contattati dalle aziende ancor prima di essersi laureati e ciò perché questa facoltà è meno affollata delle altre.

Chi possiede una maturità classica o comunque a indirizzo umanistico, deve in ogni caso  proseguire secondo un percorso coerente, perché l’incoerenza tra il diploma di maturità e il titolo di laurea è considerata negativamente dalle aziende che valuteranno il curriculum per un’assunzione.

Non sempre però, dopo la maturità si ha voglia di proseguire con gli studi. In tal caso, a decidere le sorti del diplomato sarà la sua abilità nel saper trovare il lavoro giusto o le competenze acquisite durante il percorso di studi superiori.

Una volta si diceva che per lavorare bastava un semplice diploma in Ragioneria, oggi, invece, l’Italia è piena di “ragionieri”, più o meno giovani, diplomati e disoccupati, segno che questo diploma ha perso un po’ del suo fascino a causa della concorrenza con le lauree a indirizzo economico.

I diplomati degli istituti tecnici professionali possono, invece, decidere più tranquillamente se evitare o meno gli studi universitari, perché l’interesse delle aziende è ormai più concentrato verso le  professioni manuali e artigianali.

Hanno maggiori opportunità di lavoro i diplomati tecnici a indirizzo elettrico, meccanico o elettronico, i diplomati dell’Ipsia a indirizzo moda o sartoria, i diplomati dell’istituto alberghiero. Con questi titoli ci si può già proporre per delle esperienze di apprendistato presso le aziende del proprio settore di studio, riuscendo a inserirsi come meccanici, elettricisti, elettrauto, sarti e cuochi.

FORMAZIONE PROFESSIONALE AVANZATA PER MEDICI

Introduzione

Da oggi, i  medici bravi, preparati e appassionati del loro lavoro possono intraprendere un’interessante, o meglio, degli interessanti percorsi di formazione e carriera. Offre questa opportunità, Oxford Medical, prestigiosa scuola britannica per la formazione professionale del personale medico. Fondata nel 2004, la Oxford Medical offre un ampio pacchetto di corsi formativi accreditati dal servizio CPD.

Descrizione

Attualmente, la scuola è considerata uno dei migliori centri di formazione della Gran Bretagna. I corsi si tengono  durante tutto l’anno, secondo un calendario specifico,  e si occupano di seguire tutti gli aspetti della formazione medica, con possibilità di sostenere un esame finale. I corsi mirano a potenziare le abilità del medico in base al suo settore di competenza, insegnano anche a gestire le problematiche relative a questa delicata professione e a conseguire una preparazione avanzata da spendere con successo nell’ambito della carriera professionale. Il tutto attraverso lezioni con insegnanti abilitati, studio su testi e lezioni video.

Riferimenti di contatto

Lo staff di Oxford Medical segue i propri iscritti anche nella compilazione del curriculum per candidarsi a esperienze di stage e a processi di selezione presso le strutture mediche britanniche. Ulteriori informazioni sulle offerte formative e le opportunità professionali della Oxford Medical, attraverso le guide GPST scaricabili liberamente e accessibili, tramite inserimento di nome e indirizzo email, ai seguenti link: GP exam, per scaricare la guida relativa agli esami dell’anno in corso; GP application per visualizzare un sunto delle candidature dei primi due stage formativi; GP recruitment per conoscere i dettagli del processo di selezione dell’anno 2011/2012 e Gpst stage 3 per le informazioni sui percorsi formativi avanzati.

Diventare trascrittore

Diventare trascrittore di intercettazioni

Il trascrittore di intercettazioni è una figura professionale con responsabilità molto delicate. Si occupa di trascrivere file di intercettazioni effettuate nel corso di indagini giudiziarie. Intraprendere questa professione non è facile e per farlo occorrono formazione e capacità di ascolto. Questi alcuni aspetti emersi nel corso dell’intervista rilasciata da Emanuela Bonaccini, titolare dello studio di trascrizione “Servizi Fonici”, iscritta all’Albo dei Consulenti e dei Periti del Tribunale di Firenze. Del lavoro di trascrizione delle intercettazioni avevamo parlato anche in un precedente articolo, ma l’intervista della Dott.ssa Bonaccini permette di approfondire meglio l’argomento  e di conoscere i percorsi da intraprendere per diventare perito trascrittore professionista. Non vogliamo approfittare troppo della vostra pazienza per cui vi lasciamo all’intervista che vi svelerà tutti i pro e i contro di questa importante e attualissima professione.

Gent.le Dott.ssa, può descriverci brevemente la sua attività? Di cosa si occupa in particolare?

La mia attività consiste principalmente nella trascrizione di intercettazioni telefoniche e ambientali e nel riconoscimento del parlante che eseguo in collaborazione con il nostro Laboratorio di Scienze Forensi presso il PIN di Prato che è una sede dell’Università di Firenze. Mi occupo anche di tutti quegli atti procedimentali che hanno bisogno di trascrizione in cui sono nominata come perito o consulente tecnico. Lavoro sia per la magistratura, tribunali, procure ecc. o anche per avvocati e privati.

 

Può spiegarci meglio cosa si intende per trascrizione di intercettazioni?

Dal punto di vista tecnico consiste nell’ascoltare, riconoscere il suono come linguaggio parlato e decodificarlo nella scrittura corrispondente. Dopo aver ascoltato bene rendere un linguaggio parlato in linguaggio scritto senza cambiare alcunché delle parole pronunciate, rendendo i tratti sovrasegmentali, le emozioni e quant’altro possa trovarsi sulla registrazione rimanendo fedeli all’ascolto. Quello che comunemente si dice “ascoltare e scrivere quello che si sente” è fortemente riduttivo. Si rischia di non far capire la difficoltà che affronta ogni persona che si avvicina a questo lavoro.

Quali sono le principali criticità da affrontare in questo lavoro?

 In primo luogo la capacità di ascoltare, l’esercizio all’ascolto che non è una cosa scontata: soffermarsi su tutti quei suoni che “non si sentono” bene finché non appaiano chiari e riconoscere i casi in cui ad uno stesso suono si potrebbero attribuire parole diverse con il rischio di cambiare il senso delle frasi. In secondo luogo il non lasciarsi fuorviare dalla “previsione delle parole” e far tornare il discorso in base alla nostra previsione. Vi sono altre criticità tecniche che riguardano tecniche di ascolto e di scrittura, la conoscenza di apparecchiature adatte per il lavoro, l’uso della lingua italiana, l’uso dei dialetti, le lingue straniere e gli interpreti ecc. Non ultimo il coraggio di diagnosticare “non si sente” e rifiutarsi di scrivere parole di cui non siamo certi. Ma si potrebbe parlare ancora per molto su questo punto.

 

Quali requisiti e quale formazione sono necessari per diventare professionisti nel settore della trascrizione di file intercettati?

 

Non vi sono richieste da parte degli organi competenti. Non vi sono corsi formativi o scuole o università che si interessino alla cosa. La formazione che teniamo a Firenze si basa su: Linguistica italiana, elementi di dialettologia, fonetica acustica e forense, qualche indicazione di Analisi del segnale, Fisiologia dell’orecchio e Psicofisiologia degli organi di senso, Psicologia, Procedura Penale, tecniche di videoscrittura. Tanto esercizio e alcune giornate trascorse al tribunale ad assistere alle udienze penali.

 

Attualmente come si presenta il quadro occupazionale in questo ambito specifico della trascrizione?

   

Molto articolato con tanta incompetenza sia da parte di chi si propone sia da parte di chi utilizza.

 

Ottenuta un’adeguata formazione, come si può accedere a offerte di lavoro nel campo della trascrizione di intercettazioni?

Vi sono ditte che hanno avuto in appalto le trascrizioni delle udienze penali e che assumono in quantità trascrittori. C’è anche la possibilità della libera professione.

 

 Quanto si dovrebbe guadagnare da questo lavoro e quanto invece si guadagna attualmente per singola trascrizione?

 Non vi sono criteri con cui rispondere a questa domanda. Le ditte credo che paghino 80 centesimi a pagina di 1500 caratteri. La libera professione è regolata da vacazioni (8,15 euro per due ore di lavoro). Il lavoro è poco retribuito e spesso con ritardi esagerati.

 Esistono allo stato attuale delle organizzazioni di categoria che tutelano i diritti dei trascrittori professionisti e che li aiutano a inserirsi nella professione?

Non siamo tutelati da nessuno

 

Cosa si dovrebbe fare attualmente per tutelare i diritti dei trascrittori di intercettazioni?

Stiamo lavorando in collaborazione anche con altre università per proporre al ministero una categoria professionale in maniera di poter accedere a formazione, professionalità e pagamenti adeguati. 

 Personalmente a Firenze mi occupo anche di formazione di disabili visivi perché potrebbero dare un grosso supporto nel lavoro di trascrizione. Oltre al mio sito( servizifonici.it), se volete, potete guardare il sito del FORLAB – PIN Prato, che è il laboratorio di cui ho parlato.

Commento 22.03.2012 ore 0.07

Autore: Francesco

Complimenti per l’articolo, molto interessante…

Commento 12.04.2012 ore 11.01

Autore: Barbara

Proprio in merito a questo articolo vorrei che mi deste delle delucidazioni per aderire ai corsi, cordialmente ringrazio.

Offerte di lavoro per trascrizione file audio

Offerte di lavoro serio per trascrizione file audio

Prosegue il nostro approfondimento dedicato al lavoro di trascrizione dei file audio. Trascrivere dei file audio, come già detto in un precedente articolo sul tema, vuol dire trasformarli in testi scritti. La trascrizione di file audio viene anche chiamata sbobinatura. Questa attività è considerata una dei lavori del momento, almeno non in termini di offerte, ma di richieste da parte di numerosi professionisti della trascrizione. La nostra redazione, nelle ultime settimane, ha avviato un’attenta ricerca per trovare offerte di lavoro o opportunità di collaborazione seria nel campo della trascrizione dei file audio, opportunità che pubblichiamo in questo articolo a beneficio di tutti coloro che desiderano lavorare nel settore.

Le offerte di lavoro serio per trascrivere file audio, difficilmente si trovano nei siti di annunci, dove, invece, fioccano le richieste di coloro che vorrebbero lavorare. Un metodo valido per trovare offerte di lavoro serio nel campo della trascrizione di file audio è la risposta agli annunci pubblicati su siti di lavoro freelance, come freelancer.com, sito americano dove si trovano anche offerte di trascrizione file audio e altri lavori freelance con compensi compresi tra 30 e 200 dollari a prestazione. Naturalmente, per lavorare con questo sito, bisogna avere un’ottima conoscenza dell’inglese scritto e parlato. Il passo per rispondere agli annunci di freelancer.com  è la registrazione al sito. Aspettare però le singole offerte di un sito per freelance non vi assicura un lavoro continuativo, per cui è essenziale continuare a cercare altre risorse.

Le offerte di lavoro serio di trascrizione file audio si possono trovare anche presso le cosiddette agenzie di trascrizione o sbobinatura. Si tratta di importanti realtà di impresa che lavorano per conto di enti pubblici,  uffici giudiziari e prestigiose società. Le suddette agenzie si occupano di trascrivere file audio, in qualsiasi formato, di consigli comunali, congressi, conferenze, trasmissioni Tv.  Ma non solo, queste agenzie  si occupano anche di traduzioni, perché molti file, in lingua straniera, vanno anche riprodotti in forma scritta in italiano. Vi segnaliamo pertanto i riferimenti di alcune agenzie di trascrizione da contattare direttamente per proporre la vostra collaborazione. La prima si chiama  Nano Language Services, con sede a Brescia,  ed è sempre alla ricerca di collaboratori. Per candidarsi basta accedere al link: www.nenolanguageservices.com/servizi_sbobinatura_speakeraggio.htm. La seconda agenzia si chiama Easylanguages. La ricerca di collaboratori, da parte di questa agenzia, si riferisce a dei traduttori. Il link per proporre la vostra candidatura è il seguente: www.traduzione-testi.com/lavora-con-noi.php.  Un’altra importante agenzia di trascrizioni, sbobinature e traduzioni è Studio Acta, con sede a Roma. La pagina con i  riferimenti di contatto è: www.studioacta.com/Contatti.html.

Il responsabile dello studio è il professor Luigi Zambelli, resocontista, autore di testi di tecnica di resocontazione, docente e coordinatore di interventi di formazione per giovani diplomati e laureati. Altra agenzia di trascrizioni e sbobinatura è  raggiungibile al sito www.prontoestero.com. All’interno del sito troverete i riferimenti di contatto dell’azienda.  A Roma e Milano opera l’agenzia Mediaroma, dove si effettuano anche trascrizioni in diretta di file audio per radio e Tv. Le ultime tre risorse citate non pubblicano offerte specifiche, ma possono essere un utile riferimento per proporre una candidatura spontanea da inviare solo dopo aver fatto una gentile ed educata richiesta via email, via Skype o via telefono.

riforma mercato del lavoro

C’è molta attesa da parte dei cittadini italiani sui contenuti della riforma del mercato del lavoro che sarà varata entro marzo dal governo Monti. Di questa discussa riforma si parla ormai già da parecchio tempo anche se nei media si chiacchiera più di conflitti e contrapposizioni tra politici e sindacati che dei reali contenuti della Riforma. Mai come adesso si è assistito a una legge i cui contenuti vengono annunciati e poi rimessi in discussione per via delle resistenze delle parti coinvolte nella questione.

Idee per lavorare a 50 anni

I cinquantenni sono la categoria di lavoratori che sta risentendo maggiormente dei contraccolpi esistenziali e finanziari della crisi economica. Molti di loro non riescono a scorgere la possibilità di rimettersi in gioco e di reinserirsi stabilmente nel mercato del lavoro. Altri pensano addirittura di farla finita perché quando si hanno moglie e figli a carico, mutuo o affitto da pagare, le tante porte del lavoro sbattute in faccia spingono in un baratro infernale in cui si crede, erroneamente, che morire sia meglio che vivere.

Ma nonostante i drammi e le disperazioni bisogna sempre avere la forza e il coraggio di guardare avanti cercando e mettendo in atto delle idee per lavorare a 50 anni e anche oltre.  Per riuscirci bisogna maturare l’incrollabile convinzione che il mondo del lavoro non sarà mai più come prima. Un cinquantenne farà sempre più fatica a trovare un lavoro dipendente a tempo indeterminato, perché le aziende non applicano le leggi e preferiscono sfruttare lavoratori più giovani o extracomunitari.

Per reinserirsi nel mercato del lavoro a 50 anni bisogna anzitutto iniziare a pensare in maniera differente cercando di sfruttare delle idee di lavoro in proprio a costo zero. Le figure professionali maggiormente ricercate sono gli agenti e i rappresentanti. E’ vero, molti di loro sono in difficoltà  per via dell’elevata concorrenza, ma esistono settori dove la rappresentanza può ancora garantire dei discreti introiti.

Si tratta di segmenti di mercato in forte crescita come quello dei prodotti naturali,  delle case prefabbricate, dei prodotti a risparmio energetico. In genere, le aziende in cerca di agenti e rappresentanti non impongono dei limiti di età, ma chiedono solo una buona conoscenza del settore e ottime capacità dialettiche e di persuasione. Le cinquantenni (e i cinquantenni) che hanno perso il lavoro possono reinventarsi un’attività autonoma nel campo dei prodotti antiage e naturali.

Questi prodotti si vendono presso privati, negozi, profumerie, centri estetici e centri benessere.  Per proporsi come agenti e “rappresentanti di prodotti naturali o estetici” basta cercare sul web proprio le parole chiave che abbiamo indicato. Il web restituirà centinaia di annunci di aziende. Per lavorare in maniera remunerativa bisogna selezionare le aziende che applicano le provvigioni più alte, oppure proporsi come rappresentanti all’ingrosso, cioè per la vendita dei prodotti alle imprese e non ai privati. Meglio preferire anche gli annunci in cui viene indicato un fisso mensile per sopportare le spese di avvio dell’attività di rappresentanza.

I signori cinquantenni (ma anche le signore) possono invece provare a proporsi come rappresentanti di case prefabbricate o a risparmio energetico. Questi immobili stanno conquistando il mercato nonostante la crisi dell’edilizia tradizionale.  Il successo delle case prefabbricate è dovuto alla loro praticità, ai loro costi, più bassi delle case tradizionali e alla legislazione europea e nazionale che incentiva la costruzione di immobili antisismici e a risparmio energetico.

Se si hanno buone capacità dialettiche e una buona conoscenza del settore edile e  ci si può proporre come rappresentanti di case prefabbricate presso le aziende produttrici, facilmente rintracciabili sul web. Il contatto può avvenire compilando un semplice form  interattivo o contattando telefonicamente l’azienda.  Una di queste aziende è contattabile a questo link:www.biohaus.it/job.php.

Le case prefabbricate si potranno vendere a privati, cooperative edili, enti pubblici,  costruttori, il tutto con ottime provvigioni che saranno calcolate sul prezzo di vendita dell’immobile che è naturalmente sostanzioso poiché il prezzo delle case si calcola a metro quadro, con medie comprese tra 1000 e 1200 euro al mq. I requisiti minimi per lavorare come rappresentante sono: possesso auto propria e diploma di ragioneria o in alternativa un breve corso presso la camera di commercio.

Inizialmente si potrà essere inquadrati come procacciatori d’affari occasionali cioè senza obbligo di apertura di partita Iva e posizione Enasarco, in modo da non pagare tasse e percepire delle provvigioni al netto della semplice ritenuta di acconto del 20%. L’inquadramento fiscale potrà avvenire quando gli introiti saranno divenuti più continuativi. Fino al limite di 30 mila euro di reddito annuo  si può anche optare per il regime dei contribuenti minimi in modo da non avere obblighi Iva. Per garantirsi un reddito iniziale è utile anche concordare con l’azienda un piccolo fisso mensile.