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 SENSIBILITA' CHIMICA MULTIPLA

 GRAVE MALATTIA IMMUNOTOSSICA

PROSEGUE LA CAMPAGNA NAZIONALE PER IL SUO RICONOSCIMENTO

 ADERISCONO TRE REGIONI

MA SENZA L'AVALLO MINISTERIALE IL DIRITTO DI CURA DEI MALATI RESTA UNA CHIMERA

DOMENICA 20 MARZO ANCHE UN CONVEGNO INTERNAZIONALE A SORTINO (SR)

Prosegue a ritmo serrato la battaglia dei malati per ottenere il riconoscimento nazionale della Sensibilità Chimica Multipla,(MCS) grave patologia immunotossica provocata da intolleranza agli agenti chimici. Dopo il riconoscimento delle Regioni Toscana ed Emilia Romagna, anche la Regione Abruzzo nella seduta consiliare del 17 febbraio scorso, ha inserito la Mcs nell'elenco regionale delle malattie rare, garantendone l'esenzione dalla spesa sanitaria. Domenica 20 marzo, inoltre, alle ore 9,30, presso il Teatro  Italia, in piazza Maria Josè,  a Sortino ( Sr) la sezione locale dell'Udc organizza il convegno internazionale sul tema:" Sensibilità Chimica Multipla. Malattia Rara di origine organica". "Tuttavia - si legge in un comunicato stampa - senza un riconoscimento del Ministero della Salute, del quale non si ha più notizia dopo ben tre rinvii dal luglio 2004, i riconoscimenti regionali sono praticamente contenitori vuoti poiché senza risorse finanziarie nazionali. Questo compito spetta alla prevista Commissione LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che integrerebbe alle Regioni i fondi necessari. Intanto a più di un malato sono stati rifiutati necessari interventi chirurgici o esami clinici invasivi da parte di strutture ospedaliere pubbliche del Nord Italia, per le reazioni MCS avverse agli ambienti ed alle dotazioni sanitarie proprio perché metterebbero in pericolo la vita stessa del paziente”. L’iter dell’interrogazione sulla Sensibilità Chimica Multipla firmata dall'On. Augusto Battaglia (Democratici di Sinistra) il 21 aprile 2004 si è concluso con la recente risposta del Ministro della Salute.  Nella replica scritta del Ministro Sirchia si parla di "assenza... di adeguati protocolli diagnostici e di conoscenze sui fattori di rischio di cui non è possibile stimare la reale incidenza...” L'Uniformità diagnostica esiste- replicano invece  gli attivisti della campagna riconoscimento MCS- basata sul Consenso Internazionale del 1999. I centri diagnosi italiani utilizzano da anni il protocollo QUESSY, va aggiunto anche che i centri non vengono coordinati da nessun organismo sanitario nazionale, così il Ministero della Salute non ha mai raccolto dati sulla reale incidenza della MCS pur essendo diagnosticata in Italia da dieci anni". In un secondo punto il Ministro afferma che "L'ISS, …ha attivato i necessari contatti con gli esperti italiani del settore, al fine di elaborare una raccomandazione condivisa sui criteri di diagnosi e sul trattamento terapeutico...". "Non risulta- affermano ancora i responsabili della campagna- che siano mai stati interpellati gli unici medici italiani esperti da anni nella ricerca e nella diagnosi della MCS (Carrer, Lucchini, Alessio, Cipolla, Arcangeli, Magnavita) oppure che altri si stiano interessando per conto del Ministero sulle terapie americane del Dott. Rea e altri medici internazionali, applicate con un certo successo su decine di migliaia di persone nel corso di una esperienza trentennale. I medici italiani che sono direttamente coinvolti nella diagnosi e ricerca non hanno ancora esperienza terapeutica sufficiente per totale mancanza o inadeguatezza di strutture, risorse, personale". Restano,quindi, da risolvere, secondo quanto rivelato dai responsabili della campagna, la mancata applicazione dei protocolli internazionali di ospedalizzazione per pazienti MCS e relative terapie di disintossicazione chimica ,  a parte due eccezioni negli ospedali italiani, Borgo Valsugana (TN) e Castelvetrano (TP), e l' assenza di circolari informative, ministeriali o regionali, che informino i medici  e le Commissioni sanitarie (INPS, INAIL, etc.) sulla natura della MCS, onde evitare “sofferenza” ai malati che debbono confrontarsi con la non conoscenza della malattia finendo così con l’essere esposti a intossicazioni ambientali, diagnosi errate, o decisioni pericolose per la salute. La MCS è una sindrome multisistemica fisico-organica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche che colpisce apparati ed organi del corpo umano: respiratorio, neurologico, cardiocircolatorio, digerente, renale, muscolare, osteoarticolare e ormonale. I sintomi compaiono acutamente quando il malato entra in contatto accidentale o per motivi professionali con sostanze chimiche, anche in minime dosi, normalmente tollerate dalla maggior parte della popolazione e di uso quotidiano: insetticidi, disinfettanti, detersivi, profumi, deodoranti, vernici, solventi, colle, carta stampata, inchiostri, fumi di combustione, prodotti plastici, ma anche farmaci e anestetici. E’ definita immuno-tossica-infiammatoria.  LA CAMPAGNA RICONOSCIMENTO DELLA MCS nasce a fine estate 2004 su iniziativa di Rocco Panzavolta di Cesenatico (FC) con la consulenza di altri malati e soprattutto medici, in seguito si sono aggiunti fattivamente il GRUPPO ABELE e LIBERA di Don Luigi Ciotti, la Papa Giovanni XXIII di Don Oreste Benzi, la Provincia di Forlì-Cesena, i Comuni di Cesenatico (FC), Bertinoro (FC) e Paderno Dugnano (MI), Cisl Cesena, AGIA Giovani Agricoltori  della provincia forlivese e altre organizzazioni. Sezioni Regionali, provinciali e locali della Croce Rossa Italiana, Associazione AISIC  di Roma.  Il  5 marzo è nata anche  AMA-MCS Onlus. L’Associazione  contro  le  Malattie  Ambientali  e  la  Multiple Chemical Sensitivity  con sede a Cesena in Via Giardino 30 (FC).  Di MCs e diritti dei malati si parlerà domenica 20 marzo a Sortino al convegno internazionale che ospiterà i rappresentanti dell'amministrazione, del consiglio comunale ed i maggiori esperti sul tema.

SCARICA IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

SCARICA IL DOSSIER AGGIORNATO DELL'ASSOCIAZIONE AMA-MCS Onlus

          Altri interventi su :

http://guide.supereva.it/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2004/12/190516.shtml

http://guide.supereva.it/giornalismo/

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