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"Le storie e le pratiche del video". Doppio incontro a Roma per raccontare l'evoluzione delle immagini audiovisive dopo l'avvento della globalizzazione digitale

La presentazione dei due volumi Le storie del video e Le pratiche del video ( curati entrambi da Valentina Valentini per l’editore Bulzoni di Roma), dedicati il primo ad un’analisi storica e teorica del fenomeno complesso e variegato di interferenze fra dispositivo elettronico,arti visuali, cinema, teatro e il secondo a una raccolta di testi degli artisti più rappresentativi di questa pratica, offre un interessante doppio incontro a Roma con  lo studioso francese Raymond Bellour. Giovedì 25 marzo  (ore 18 aula I di Lettere ), all’Università La Sapienza, promotori i dipartimenti di Arti e Scienze dello Spettacolo e di Francesistica insieme  al dipartimento di Studi Filosofici e Epistemologici della Facoltà di Filosofia  Bellour terrà una conferenza dal titolo Multiples cinémas. Lo studioso, direttore al Centre National des Recherches Scientifiques , a Parigi, cofondatore della rivista di cinema Trafic  (insieme allo scomparso Serge Daney),il cui campo di ricerca è rivolto alle contaminazioni fra pittura, fotografia,cinema e video, alle immagini virtuali, come al rapporto fra parola e immagini ( curatore, fra l’altro,  dell’edizione delle opere dello scrittore - e pittore- Henri Michaux), affronta un tema cruciale, i rapporti fra cinema, video e arti visive nell’attuale temperie della globalizzazione digitale.?

Venerdì 26 marzo( ore 16 sala conferenze del Macro, via Reggio Emilia,54),  Raymond Bellour, insieme a  Manola Antonioli  e Andrea Lissoni, presente Valentina Valentini, interviene nell’incontro di  presentazione delle due antologie

 

 Le pratiche del video raccoglie testi di artisti provenienti dal territorio delle arti visive, dal cinema e dalla televisione, accomunati tutti dall’uso e dalla sperimentazione del dispositivo elettronico nella composizione delle proprie opere (video, performance, installazioni) e appartenenti a tre generazioni diverse: i padri fondatori (Paik, Graham, Campus, Nauman, Acconci, Jonas), la generazione che ha lavorato per strutturare un linguaggio specifico del medium (Viola, Hill,Godard, Studio Azzurro) e la “multimediale” dei più giovani (Ciprì e Maresco, Ruiz de Infante,Matthew Barney,Pipilotti Rist).

Testi di artisti, non testi “su” artisti che si interrogano sul senso del proprio operare in rapporto alla società e all’arte e nell’insieme delineano una prospettiva storico-estetica della pratica del video, della performance, dell’installazione video e multimedia.

 

Le storie del video raccoglie saggi dei  più autorevoli studiosi in campo internazionale (Baudrillard; Bellour;  Maria Derrida; Dubois; Duguet; Fargier; Foster; Krauss;Lischi; Montani; David A. Ross;Valentini  ) che hanno dedicato i loro lavori alle interferenze fra il dispositivo elettronico, le arti visive, il cinema sperimentale, il teatro, e alle forme d’arte da queste scaturite, dalle origini fino all’attuale temperie multimediale. Una indispensabile guida per orientarsi nel territorio dei nuovi media, soggetto a continue e veloci trasformazioni, di cui viene tracciato un percorso storico ed evidenziati i tratti distintivi : il ruolo dello spettatore, il registro sonoro, la dimensione performativa e narrativa.

Fonte comunicato stampa Valentina Valentini

 

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