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REPORTAGE SULLE CAUSE DEL
CANCRO
LE DOMANDE E LE RISPOSTE AI
DUBBI PIU' FREQUENTI
INTANTO A CATANIA ISTITUITO
IL REGISTRO TUMORI PER LA SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA DEI CASI
SOTTO ACCUSA LA CAVA DI
FLUOROEDENITE A BIANCAVILLA (CT)
Ufficialmente è nato sette mesi fa, ma la presentazione
ufficiale è avvenuta soltanto nelle scorse settimane. Il
Registro Tumori di Catania, istituito con decreto regionale lo
scorso settembre, segue i Registri Tumori di Palermo, Messina,
Siracusa e Ragusa. Attraverso la stretta collaborazione tra
medici di famiglia, direttori scientifici, anatomopatologi, nel
registro verranno segnalati il numero dei casi, i decessi ed il
tipo di neoplasia. Insomma una Sicilia ai raggi x per capire le
cause scatenanti del male ed impostare corrette misure di
prevenzione. A Catania i responsabili scientifici del
Registro Tumori, coordinato dal'Ordine dei Medici, sono
Salvatore Sciacca, ordinario di Igiene dell'Università di
Catania, il prof. Giansalvo Sciacchitano, direttore
organizzativo e il dott. Melchiorre Fidelbo, medico di Medicina
generale e coordinatore dell'iniziativa. Ma il Registro saprà
trovare una soluzione definitiva al problema o meglio al dramma
delle cause del cancro? "Lo sapremo tra un pò di tempo - afferma
Fidelbo- quando i risultati, opportunamente verificati e
validati, saranno resi pubblici". Anche L'Istat ha provato ad
analizzare le cause dei tumori in provincia di Catania, mettendo
in evidenza che la mortalità del cancro al polmone è superiore a
quella delle province industrializzate del Nord. Nella zona di
Biancavilla l'incidenza del mesoteliona pleurico è cinque volte
maggiore rispetto ai numeri attesi. In quella zona esiste un
sito già ritenuto cancerogeno, si tratta della cava di
fluoroedenite, le cui polveri hanno effetti simili all'amianto.
Persino gli alunni della scuola elementare Maria Ausiliatrice
di Biancavilla, in un giornale scolastico, parlano della cava
inquinante: "Anche
il nostro paese - scrivono i ragazzi- è da qualche anno sotto
osservazione per inquinamento ambientale, da quando, cioè,
alcuni studiosi hanno accertato che a Biancavilla molte persone
sono morte per una malattia dal nome molto difficile, 'mesotelioma
pleurico' che colpisce i polmoni ed è causata dalla inalazione
di polvere che contiene delle fibre dal nome altrettanto
difficile di fluoroedenite che proviene dalla cava di Monte
Calvario. Che cosa era il Monte Calvario ce lo hanno detto i
nostri nonni. Era il monte che proteggeva Biancavilla, alto
anche 500 metri dal lato SUD-EST, ricco di piante di ulivi, di
carrube e di altra vegetazione spontanea che ossigenava l‘aria
di Biancavilla e dove si trovavano delle pietre luccicanti e
molto belle, che alcuni conservano nelle case, molto
gelosamente. Circa 40 anni fa cominciò ad essere sfruttato per
ricavare materiale da usare per l‘edilizia, per costruire case,
strade, ponti".
Gli effetti cancerogeni della fluoroedenite si erano già
scoperti negli anni scorsi, tanto da spingere la Regione Sicilia
a sborsare 3 milioni e mezzo di euro per acquistare l'ex cava
contaminata di Monte Calvario. Il decreto è stato presentato lo
scorso febbraio nel corso di un vertice a Roma presso il
Ministero dell'Ambiente. I
Fondi dovranno servire per l'acquisizione dei terreni dell'area
e l'avvio del progetto che, con la completa bonifica, punta a
trasformare la zona in un grande parco urbano. Intanto un
comitato tecnico scientifico istituito il 22 gennaio scorso nel
comune etneo, dovrà approntate gli interventi tecnico sanitari
per la tutela della salute pubblica. Ma quali altre cause
ambientali potrebbero nascondersi dietro la diffusione quasi
epidemica delle neoplasie a Catania, in Sicilia e nel resto
d'Italia? Il disastro di Chernobyl del 1986 potrebbe centrare
qualcosa? Secondo una notizia riportata dall'agenzia Adnkronos, il
16 settembre 1999 sul Gran Sasso, a quota 2.914 metri, è stato
trovato del cesio 137, elemento radioattivo di origine
artificiale che si è depositato al passaggio della nube
radioattiva di Chernobyl. La scoperta è stata fatta da una
ricerca del comitato "Roma 8000" che stava organizzando la prima
spedizione romana a 8000 metri. Secondo l'Onu, i morti per
cause direttamente collegate all'esplosione di Chernobyl
sarebbero finora 7000. Ma gli scienziati giapponesi, che
studiano gli effetti delle bombe del 1945, hanno fatto notare
anche che molte malattie mortali, tra le quali possiamo citare
soprattutto il cancro al seno e allo stomaco, hanno iniziato a
manifestarsi solo quindici anni dopo la contaminazione. Si stima
quindi che il numero totale delle morti conseguenti al
propagarsi delle radiazioni potrebbe aggirarsi attorno alle
200.000 unità e perdurare gran parte del prossimo secolo. Nei
paesi maggiormente colpiti dalle radiazioni è stato registrato
un notevole aumento dei casi di leucemia e di cancro della
tiroide nei bambini. Un dossier curato Sergio Manera, fisico
nuclerare, sostiene che in reltà sia molto difficile determinare
esattamente le correlazioni ambientali con il cancro."L’aumento
di qualche percento del fondo naturale di radiazioni - scrive
Manera -non è in grado di per sé, alla luce delle conoscenze
attuali, di originare evidenziabili incrementi nei casi di
tumore alla popolazione. Lo sarebbero molto maggiormente, per
esposizione a radioattività naturale, prolungati soggiorni ad
alta quota (es. sulle Ande) o un periodo di maggior attività
solare o, ancora, il soggiorno in certe zone del Lazio o in
alcuni scantinati della Lombardia. La legge comunitaria, che è
tra le più severe in materia di prevenzione e protezione della
popolazione, prevede 1000 μSv all’anno (1 mSv/anno) come massima
dose alla popolazione da fonti artificiali per non avere effetti
sanitari e pone a 5000 μSv (5 mSv) la soglia di allarme per
interventi di emergenza (ricovero al chiuso, iodio-profilassi,
limitazione degli accessi, rilocazione, secondo il caso). Come
la si mette con le soglie di allarme per diserbanti, CO2,
CO, NO2, NO, per il Benzene contenuto nella "benzina
verde", soglie che sono quasi quotidianamente superate nelle
grandi città? In caso di sviluppo significativo nella
popolazione di tumori, ad esempio alle vie respiratorie (i più
diffusi), a quale agente inquinante si potrebbe dare la colpa se
persino la medicina ufficiale non ha le idee chiare? E se il
tumore si sviluppasse dopo 10-20 anni, come si potrebbe risalire
alle cause senza ombra di dubbio? E se pure si riuscisse, quanto
peso bisognerebbe dare alle concause? A tutto ciò la conoscenza
umana risponde con la statistica che, ahimè, non è scienza
esatta, benché molto affidabile".
I
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