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Gi Group, agenzia per il lavoro presenta i primi dati dell’Indice di Fiducia realizzato in collaborazione con OD&M Consulting

Da 0 a 100 la fiducia dei lavoratori raggiunge i 37 punti

Lavoratori italiani preoccupati della propria situazione personale (31). Le uniche due aree che tengono sono la stima nell’impresa (46) nel mercato del lavoro (45.5) e nella sua capacità di offrire risposte 

I lavoratori italiani sono preoccupati: l’indice Gi Group di Fiducia dei lavoratori italiani arriva, infatti, a solo 37 punti su 100.La fiducia generale, lungo la Penisola, scende inoltre progressivamente da Nord-Est a Sud;  le donne in particolare hanno sempre espresso punteggi inferiori agli uomini, a partire dal dato generale di 36 punti. Per quanto sempre negativa, la fiducia è comunque mediamente più elevata tra le persone ad alta scolarizzazione e inquadramento lavorativo superiore. In questo quadro sono negativi i giudizi sulle proprie possibilità personali (31) e sulle istituzioni (27 punti), in particolare sulla capacità dei sindacati di migliorare il mercato del lavoro: a questo proposito il 95% degli intervistati dichiara di essere poco o per niente fiducioso. Al contrario i  lavoratori italiani ripongono speranza nella propria azienda e nel suo dinamismo (46 punti) e nel mercato del lavoro (45.5 punti); da segnalare che i giovani sotto i 30 anni e i senior hanno espresso la fiducia più alta di tutta la rilevazione (51 punti) proprio nell’impresa. Questi i dati preliminari della rilevazione dell’Indice di Fiducia dei Lavoratori Dipendenti promosso da Gi Group, la più grande agenzia italiana per il lavoro, svolta in collaborazione con OD&M Consulting e iniziata il 17 aprile 2009; finora vi hanno risposto 3.300 persone e chiunque volesse contribuire può farlo collegandosi al sito indicedifiducia.it  e compilando il relativo questionario.L’indagine punta a monitorare periodicamente il livello di fiducia dei lavoratori italiani su quattro aree tematiche: la propria azienda e la situazione economico – finanziaria che sta attraversando, il mercato del lavoro e le possibilità che offre, la propria situazione lavorativa, in merito a retribuzioni, eventuali promozioni e previsioni di reddito, sia nell’immediato che per il futuro, e le istituzioni che governano il mercato del lavoro, intese come Sindacati, Associazioni imprenditoriali, Governo e Unione Europea.“I lavoratori italiani, per quanto preoccupati riconoscono l’evoluzione che il mercato del lavoro ha compiuto e  la maturità raggiunta e oggi si fidano degli intermediari che sono in grado di rispondere attivamente alle loro diverse esigenze. – commenta Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group – Le agenzie per il lavoro oggi rivestono l’importante ruolo intermediari in grado di fornire diversi servizi, dal lavoro temporaneo al tempo indeterminato, dalla formazione alla ricollocazione professionale, e sono quindi grado di favorire l’occupabilità della persona e la sua permanenza nel mercato del lavoro, nonché di rendere più efficiente il mercato stesso; siamo pertanto pronti a contribuire a quella rete sussidiaria di soggetti polifunzionali che attraverso la valorizzazione della persona partecipano al Welfare delle opportunità e delle responsabilità, come auspicato dal Ministro Sacconi nel Libro Bianco sul futuro del modello sociale”. Da segnalare che in tutte le aree di rilevazione emerge una forte polarizzazione delle risposte finora raccolte con gap anche di oltre 10 punti; i valori più alti della rilevazione sono la fiducia dei rispondenti con meno di 30 anni nella propria azienda (51) e la fiducia dei rispondenti con più di 60 anni nel mercato del lavoro (51), risorse da valorizzare all’interno del sistema. Al contrario i valori più bassi sono riscontrabili nella fiducia dei Laureati nelle Istituzioni (25) e degli Operai nella propria situazione personale (24).“Oltre alla valorizzazione dei giovani e dei senior come risorsa fondamentale del sistema impresa, evidenziamo due costanti che emergono da questi primi dati – precisa Mario Vavassori, Amministratore Delegato di OD&M Consulting – da un lato la sfiducia delle donne che è sempre più alta di quella degli uomini, dato che evidenzia una diffusa sensazione di minori opportunità rispetto ai colleghi maschi, dall’altro la sicurezza che infondono la cultura e la formazione che si rivelano l’arma principale per contrastare le turbolenze di mercato”.Finora vi hanno risposto 3.300 persone, in prevalenza diplomati (53.39%) e laureati (33.92%) e appartenenti ad una fascia d’età compresa per lo più tra i 31-40 anni (41.49%) e 41-50 (32.55%).L’indice Gi Group di Fiducia dei Lavoratori attende altri contributi al sito: indicedifiducia.it. Collegandosi, alla fine delle compilazione del questionario, sarà possibile confrontare il proprio indice di fiducia con quello generale.

 Dati principali delle quattro aree dell’Indice di Fiducia:

Fiducia nella propria Azienda: 46.16

In quest’area si concentrano i dati più alti di tutta la rilevazione: la fiducia verso la propria azienda è, infatti, superiore di 9 punti rispetto alla media generale. I più fiduciosi sono i giovani sotto i 30 anni (51.27) che esprimono in questo frangente il tasso di fiducia più alto di tutta la rilevazione, ma anche le figure over 60 con 48.99 punti. Nello specifico sono gli operai (48.20) e le persone di media scolarizzazione a dimostrarsi i più fiduciosi verso il sistema impresa, mentre l’area geografica che si dimostra più ottimista è il Sud con 48.22 punti.

Fiducia nel Mercato del lavoro: 45.65

Buona anche la fiducia complessiva verso il mercato del lavoro, in particolar modo nelle fasce più scolarizzate (49.85 per chi è in possesso di un titolo post lauream), nel Nord Est (47.03) e per le due fasce d’età più estreme, ovvero i giovani under 30 (50.12) e le figure over 60 (50.76). Dal punto di vista del ruolo aziendale i Quadri sono i più fiduciosi (47.75) seguiti dai dirigenti (46.37). Dall’analisi specifica delle singole domande emerge, inoltre, che il 67% degli intervistati si dichiara poco o per niente preoccupato rispetto alla solidità del proprio posto di lavoro, anche in prospettiva, evidenziando in questo modo forte ottimismo nell’azienda e nel mercato nonostante il momento critico attuale.

Fiducia nella propria situazione personale: 30.80

La fiducia nella propria situazione lavorativa è piuttosto scarsa, in particolare, poi, il valore peggiora con l’aumentare dell’età, mentre è più positivo con il crescere della scolarità e dell’inquadramento. I più ottimisti, infatti, sono i giovani under 30 (33.07), le persone in possesso di un titolo di studio post lauream (35.64) e i dirigenti (38.03) che, nello specifico, staccano di circa 14 punti gli operai (24.37). Ancora un volta l’area geografica meno fiduciosa è il Sud, con un punteggio di 27.23 che evidenzia un gap di circa cinque punti con il Nord Est (32.10).

Fiducia nelle istituzioni: 26.92

L’ area di maggiore sfiducia della rilevazione riguarda però le istituzioni, verso cui si registra il punteggio medio di fiducia più basso e in particolar modo il sindacato, sulla cui capacità di migliorare il mercato del lavoro il 95% degli intervistati dichiara di essere poco o per niente fiducioso. La maggior fiducia riguarda gli operai (28.45), mentre i più disillusi sono i trentenni (25.93).

* Nota metodologica

Tutti i valori espressi sono stati convertiti in una scala numerica da 0 a 100, pertanto il valore che discrimina tra ottimisti e pessimisti è 50

 

 

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