IL LAVORO ALL’ESTERO E LA MOBILITA’ PROFESSIONALE IN EUROPA

Sempre pił giovani laureati italiani affermano di voler trovare lavoro all’estero, magari nei paesi dell’Unione Europea. Un’opportunitą in tal senso viene offerta dalla rete Eures, Servizi europei per L’impiego. Una rete di cooperazione nata per facilitare la libera circolazione dei lavoratori nello Spazio economico europeo (SEE). Al circuito Eures aderisce anche la Svizzera che sembra essere la meta pił gettonata dagli aspiranti lavoratori dello Stivale.  I servizi europei per l’impiego targati Eures contano  partnership con amministrazioni pubbliche, centri per l’Impiego, sindacati e datori di lavoro. Il tutto č coordinato dalla Commissione Europea. Ma quali sono i paesi europei pił ricettivi alla domanda di lavoro? E’ davvero cosģ facile “sistemarsi” all’estero, con un posto di lavoro dignitoso e ben pagato? Una risposta ci viene fornita da un documento stilato in collaborazione con il FSE, attraverso l’Ufficio delle Pubblicazioni della Commissione Europea.  Il documento parla di un tasso di disoccupazione ancora elevato nei paesi dell’UE, per cui non sarebbe cosģ semplice trovare un lavoro all’estero, rispetto al proprio paese. I settori su cui occorre puntare anche in Europa sono il Turismo ed i Servizi ( servizi finanziari, consulenza aziendale, costruzioni, tecnologie dell’informazione, alcuni comparti del settore sanitario), o il lavoro stagionale in agricoltura. Quest’ultimo, consigliamo noi, si trova anche in Italia, sarebbe, a nostro parere, inutile andare in un altro Stato per lavorare da precario. Bisogna anche sapere se il proprio titolo di studio verrą riconosciuto dallo Stato dove si vuole lavorare. Il documento della Commissione Europea, spiega che “le professioni regolamentate sono riservate alle persone in possesso di qualifiche specifiche, fra cui avvocati, commercialisti, insegnanti, ingegneri, paramedici, medici, dentisti, chirurghi veterinari, farmacisti, architetti. Per alcune di queste professioni č stato istituito in tutt’Europa un elenco delle qualifiche riconosciute ed equivalenti, mentre per altre l’equivalenza č stabilita caso per caso, tenendo conto della durata e del contenuto del corso”. “Per saperne di pił sul riconoscimento delle vostre qualifiche – si legge nel documento – e diplomi nazionali in un altro Stato membro del SEE, potete contattare il vostro punto di riferimento nazionale che si occupa della trasparenza delle qualifiche di lavoro in Europa. Tali punti offrono anche un supplemento al diploma che vi aiuterą adescrivere le capacitą e competenze acquisite con la formazione professionale in modo comprensibile per i datori di lavoro che non dovessero conoscere tali titoli. Potete trovare gli indirizzi mediante il Villaggio europeo della formazione, una piattaforma interattiva che fornisce informazioni aggiornate sull’istruzione e la formazione professionale in Europa (http://www.trainingvillage.gr/etv/)”. Per conoscere posti di lavoro vacanti in Europa potete, invece, consultare il sito della rete Eures .

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