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IL MONDO ALLA ROVESCIA: e se il "burka" dovessimo indossarlo noi? Riflessioni per recuperare un pò di sana umanita' di Gustavo Petti Un mondo dove tutto è capovolto, dove i “derelitti”, gli “indigenti”, i poveri hanno il potere, il danaro e comandano e decidono il destino di tutti gli altri popoli. Un mondo dove tutto è sottosopra, dove i ricchi, i potenti , i prepotenti sono invece poveri e derelitti e devono solo subire i soprusi, i torti, le prepotenze del mondo cosiddetto civile. Un mondo alla rovescia, dove gli USA, pur avendo il petrolio, versano nella più nera povertà. Pochi Americani hanno i miliardi. La totalità della popolazione è poverissima ed ignorante. Le donne devono coprirsi il volto col “burka” e non hanno il minimo peso nella società. Ogni due o tre anni vengono bombardati o invasi militarmente dai soldati dello stato più ricco e potente della terra : L’Unione degli stati Arabi! Contro gli Arabi, gli Statunitensi hanno una sola arma : il terrorismo. Kamikaze Statunitensi immolano la propria vita, rivestendosi di tritolo e facendosi saltare in aria nelle zone più affollate degli stati arabi. Con due aerei carichi di bombe, un terribile 11 settembre del 2001, hanno colpito la Moschea de La Mecca, il simbolo emblematico degli Stati Arabi, uccidendo migliaia di poveri innocenti, suscitando nel mondo sdegno ed una reazione di stato di guerra da parte dell’Unione degli Stati Arabi che hanno preteso l’intervento armato dei loro alleati storici, la Russia, la Cina e l’India. Stati ricchi e di tradizioni cosiddette democratiche. Stessa tattica Kamikaze è usata dagli Israeliani contro i Palestinesi, il cui Stato, la Palestina, è stato voluto dopo la seconda guerra mondiale, vinta dai Paesi Arabi, sottraendo territorio agli Israeliani che vivevano lì da secoli e secoli! Il mondo cosiddetto civile, da ragione ai Palestinesi, intoccabili perché protetti dal Paese più potente del mondo, l’Unione degli Stati Arabi. Un mondo alla rovescia dove “orde” di Scandinavi ed Inglesi poverissimi, da una Europa distrutta dalle guerre, dalla fame, dalla povertà e dalle malattie, salpano con i loro motoscafi e pescherecci e barche di ogni tipo, stracolme di persone per sbarcare clandestinamente nella ricchissima Africa, il Vecchio Continente più colto, più democratico, più ricco, dove possono trovare lavoro : aprono le loro bancarelle, puliscono i vetri delle auto…li chiamano con disprezzo “vù cumprà”. Gli Africani ricchi e insensibili non li sopportano e li deridono. I Governi degli Stati Africani respingono le popolazioni dell’arretrata Europa, non vogliono che la loro cultura superiore e democratica sia contagiata dalle popolazioni arretrate, portatrici di malattie e che tolgono loro il lavoro! Sono razzisti, non vogliono che la razza nera, la razza superiore, venga contaminata dalla razza bianca, la razza inferiore! Un mondo alla rovescia, dove i Giudici sono giudicati, gli Operai hanno le “redini” e i relativi guadagni delle industrie che dirigono, calpestando i diritti dello Statuto dei Lavoratori degli Industriali a loro sottomessi. Un mondo dove le barriere architettoniche e l’indifferenza, se non la derisione, esistono non per i disabili, ma per i sani. Un mondo alla rovescia. Un mondo dove la Sardegna, non più isola, ma penisola collegata alla Corsica ed all’Europa meridionale, è un ricchissimo Stato e sede del Governo Sardo ed ha una regione, un’isola , l’Italia, totalmente circondata dal mare anche a nord , dove le Alpi si innalzano altissime emergendo dal mar Mediterraneo. La Sardegna è ricchissima di autostrade, collegamenti aerei interni, ferrovie con treni veloci : il più famoso è il Pendolino. La Sardegna ha la sua forza nell’industria del turismo, nell’agricoltura, nella pastorizia e nell’allevamento bovino. Nuoro fa parte del trisardo, regione del Nord Est della Sardegna tra le più ricche di tutte. Il Triveneto invece, nel nord est della regione Italia, la regione più estesa della Sardegna, è povero , ha una disoccupazione che viaggia ormai sul 60/70 % contro la media Nazionale Sarda che è solo del 2/3%. La Regione Italia è separata dallo Stato Centralizzato Sardo dal mare. I poveri Italiani sono “dimenticati “ dai Sardi. Nella Regione Italia, le linee ferroviarie sono fatiscenti, mancano le autostrade, anzi è l’unica Regione dello Stato Sardo che è senza Autostrade, non ci sono collegamenti aerei interni, quindi l’economia non decolla. I Sardi se ne fregano. Gli Italiani eletti nel parlamento Sardo non fanno il loro dovere e si dimenticano ben presto delle promesse fatte agli Italiani e pensano solo a scaldare la poltrona e a trarre benefici dal loro acquisito potere politico. Gli Italiani, essendo isolani, non hanno continuità territoriale e quando devono recarsi per lavoro o semplicemente per legittimo diritto di spostamento nel loro territorio, lo Stato Sardo, devono spendere cifre impossibili e sottomettersi a viaggi estenuanti e lunghissimi!
Se per qualche anno potesse esistere questo mondo alla rovescia, una volta rovesciato nuovamente e tornato come è ora, forse la cosiddetta umanità occidentale civile e democratica, capirebbe i propri errori, le proprie prepotenze, l’assurdità della propria ideologia menefreghista ed egoista! La Sardegna prenderebbe finalmente coscienza di se e e forse l’Italia, finalmente riconoscerebbe i diritti dei Sardi, da sempre calpestati ignobilmente!
Purtroppo temo che non basterebbe per cambiare il mondo….rilanciamolo allora in aria…ecco, ricade, è tutto mischiato, i popoli del mondo sono presenti l’uno accanto all’altro, Inglesi ed Arabi, Indiani e Giapponesi e Europei ed Africani, Sardi ed Italiani, tutti insieme , non più divisi dai confini degli Stati e delle Nazioni. Un mondo senza frontiere, dove i molto ricchi ed i molto poveri non esistono, dove la ricchezza è equamente distribuita, dove ognuno fa la propria parte nella società, svolgendo l’attività o professione che più gli si addice. Un mondo dove la Giustizia è veramente uguale per tutti, dove i Medici si prendono veramente cura dei propri malati, con competenza ed umanità. Un mondo dove i bimbi non muoiono di fame o di malattie o di mine antiuomo, un mondo senza armi. Il mondo che vorrei, dove tutti sono cittadini del mondo con gli stessi diritti e gli stessi doveri e dove nessuno ha il diritto di pensare e decidere per gli altri. Un mondo dove ogni uomo sappia far valere i propri diritti senza invadere quelli altrui. Un mondo dove ognuno è consapevole del proprio “spazio” e ha innato in se il rispetto per lo “spazio” degli altri. Un mondo dove chi non può…è aiutato spontaneamente dagli altri. Un mondo dove l’uomo, rispettando se stesso, rispetta gli altri uomini, rispetta gli animali e la natura. Un mondo dove l’egoismo del “sono io” è semplicemente diventato l’altruismo del “siamo noi”! Il mondo che vorrei!
Gustavo Petti
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