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IL CASO MONTEPASCHI

Ha dato vita ad un durissimo scontro tra la Aduc ed il gruppo Montepaschi di Siena la vicenda del prodotto finanziario che il gruppo avrebbe venduto a circa 90 mila clienti come investimento e che in realtà, per le sue caratteristiche, sarebbe un mutuo. I sottoscrittori pagherebbero per 15 o anche 30 anni interessi che, alla scadenza, supererebbero di gran lunga il capitale rimborsato. Tantissimi i clienti che sentendosi truffati dalla banca si sono rivolti alle associazioni dei consumatori per ottenere l’annullamento della sottoscrizione, "perché impossibilitati-  afferma il consulente Aduc Vincenzo Pedone -a contrarre altri mutui come quelli per l’acquisto di una casa”. Oggi la vicenda finisce in mano alla Procura della Repubblica di Firenze, attraverso un esposto denuncia redatto dalla Aduc. “Avevamo messo in campo tante iniziative per evitare di arrivare a questo- scrive il consulente Aduc- in un comunicato stampa – ma l’ostinazione della banca nel voler difendere un prodotto palesemente in contrasto con le norme del testo unico della finanza e del regolamento Consob, ci ha costretto ad intraprendere questa iniziativa legale”. Quello che nel mondo della finanza è stato ormai definito "il caso 4 you" ha fatto registrare negli ultimi due mesi alterne vicende, che hanno portato persino alle dimissioni del direttore generale del Mps Vincenzo De Bustis. Le richieste presentate dalla Aduc alla banca, miravano inizialmente a sospendere il pagamento degli interessi, ma il mancato rispetto della disponibilità mostrata  in precedenza dallo stesso istituto di credito , ha portato ad altre iniziative e richieste di incontri alla Consob, missive inviate anche ad altre banche del gruppo Mps, quali Banca Toscana, Caprirato, Bam che continuavano a vendere il prodotto “incriminato”. Oggi le richieste della Aduc comprendono la cessazione della vendita del prodotto, la tutela degli interessi economici dei sottoscrittori attraverso una proposta di negoziazione riassumibile in tre punti: interruzione del pagamento delle rate, acquisizione della banca dello zero coupon, acquisizione del fondo da parte del cliente. Ma il gruppo Mps sostiene ancora la validità nel prodotto come si legge nel sito web  frutto dell’accordo tra Mps ed altre associazioni di consumatori: "My Way e 4 You sono stati studiati e progettati per soddisfare le esigenze di una fascia di clientela che, nel periodo di collocamento, mostrava una crescente attenzione al tema previdenziale, avvertendo il bisogno di garantirsi nel lungo periodo capitali o rendite che supplissero allaeventuale minore copertura pensionistica pubblica in conseguenza di possibili riforme del sistema, magari non avendo la disponibilità immediata per investire. Per questo è stata proposta la formula del finanziamento: per permettere anche a coloro che non avevano disponibilità immediata di fare un investimento di lungo periodo sui mercati azionari (in fondi e non in singoli titoli) che meglio si prestano nel tempo alla valorizzazione dell'investimento con in più la protezione di un'obbligazione zero coupon. Questa scelta, nella prospettiva di lungo periodo, continua a mantenere  la sua validità”. Oggi nell’esposto dell’Aduc alla Procura, il gruppo bancario viene  denunciato per frode in commercio:" Il"4You" - scrive l'Aduc - e'stato venduto attraverso l'apertura di un finanziamento(mediamente ad un tasso fisso del 7%) grazie al quale si acquistavano obbligazioni ed azioni. Le obbligazioni, pero', vengono rimborsate ad un valore nominale che, ovviamente, col tempo e' solo svalutato (50 mila euro di oggi non saranno mai gli stessi fra 15 anni). Le azioni, invece, che negli ultimi tre anni hanno perso il 50%, se nei prossimi 12 anni il mercato avesse un rendimento medio del 14% (ipotesi quasi assurda), darebbero un rendimento medio di circa il 6%. Tra soldi svalutati della componenteobbligazionaria e ipotesi (pur se assurda) di questo "guadagno" della componente azionaria, visti gli interessi che si pagano al 7% per il finanziamento, la perdita e' garantita. “L'aver concepito e commercializzato un prodotto siffatto- prosegue l’Aduc- violerebbe l'art.21 del Testo Unico della Finanza (che stabilisce i comportamenti di chi vende questi prodotti: diligenza, trasparenza, interesse e informazione dei clienti, etc.), nonche' l'art.26 del Regolamento 1522 della Consob(contenere i costi a carico degli investitori e ottenere da ogni servizio d'investimento il miglior risultato possibile). Inoltre il "4You" e' un prodotto difficile da comprendere se non per gli addetti ai lavori, nonche' pubblicizzato in modo ingannevole, cosi' come riconosciuto da una sentenza dell'Autorita' garante della Concorrenza e del Mercato (PI3999 - 4YOU MPS FINANCE Provvedimento n. 11792 del 6/3/2003)”.