Nuove professioni del web: il moderatore di forum

Il moderatore di forum: Chi è, cosa fa e quanto guadagna

Inizia da questa settimana il ciclo di articoli dedicati alle nuove professioni del web. In un periodo particolarmente difficile come quello che stiamo vivendo, vale la pena affrontare il tema delle nuove professioni legate ad Internet, che probabilmente rappresenta una delle poche soluzioni per provare a lavorare e a guadagnare. Il moderatore di forum è una figura relativamente recente nel panorama delle professioni web, anche se a titolo volontario esiste già da qualche anno. Questo operatore si occupa di visionare, accettare, modificare e pubblicare i commenti degli iscritti a un forum. Ma non solo, le sue mansioni spaziano anche dalle risposte ai messaggi, allo spostamento dei topic da una sezione all’altra, agli avvertimenti per gli iscritti che si comportano in maniera scorretta, alla chiusura dei topic non in linea con le regole del forum .

Con l’enorme sviluppo del web, i forum sono diventati via via sempre più affollati, richiedendo la supervisione di operatori addetti esclusivamente alla gestione dei topic inseriti dagli utenti iscritti. Anche se considerati delle semplici piattaforme di comunicazione, i forum  possono contenere commenti offensivi o lesivi della dignità altrui,  facendo incorrere gli amministratori ed i titolari di queste stesse piattaforme, nel reato di diffamazione, reato purtroppo suscettibile di querela penale.

I moderatori, solitamente, fanno parte dello staff del forum e ricoprono questo ruolo dopo essere stati degli utenti molto attivi ed aver postato centinaia di topic. Il moderatore di un forum può anche essere un professionista della comunicazione online pronto ad offrire la sua esperienza a grandi aziende web proprietarie di forum molto frequentati e affollati.

Per proporsi come moderatore di forum presso web agency e grandi network di siti, bisogna avere un’esperienza pregressa come moderatori, anche volontari o gratuiti, presso un altro forum ( il proprio ruolo andrà linkato nel curriculum inviato all’azienda). Altro requisito, la costruzione di una buona reputazione in questo campo. Questa reputazione si “costruisce” facendosi rilasciare una lettera di referenze  dagli amministratori presso cui si è svolto il ruolo di moderatore. I documenti e le referenze si possono poi pubblicare su un proprio blog personale e sui principali social network per professionisti, come Linkedin. Dopo aver messo in mostra il proprio Cv, si potrà intraprendere lo step del contatto con le aziende.

La proposta di collaborazione nel ruolo di moderatore di forum può essere inviata in maniera spontanea o in risposta a un preciso annuncio di lavoro. Sul web esistono alcuni annunci di lavoro per moderatori di chat, figure che in pratica svolgono lo stesso ruolo del moderatore di forum, assistendo però gli utenti in tempo reale e con risposte immediate. Ecco alcuni link per rispondere a questi annunci: Bollettino del Lavoro,  Bakeca.it.

Il moderatore di forum può lavorare da casa e con orari anche notturni, festivi o serali. Proprio per questi orari, il moderatore può essere assunto con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Lo stipendio iniziale per un moderatore di forum e chat, con contratto dipendente, è di 18 o 20 mila euro annui. Molte offerte di lavoro come moderatore di forum si trovano digitando sul web la parola chiave” community manager”, quest’ultimo è il gestore delle attività di comunicazione online che riguardano forum, blog, chat e social network. Il moderatore di forum sconta anche le solite difficoltà legate al lavoro occasionale, dove i compensi offerti sono molto bassi,  tipo 0,10 euro ogni dieci risposte. In tal caso, per guadagnare almeno 40 euro al giorno, bisognerebbe produrre  ben 4 mila risposte!

Le collaborazioni occasionali più remunerate sono quelle con i blog in lingua inglese, dove si possono ricevere anche due dollari per ogni risposta inserita. In tal caso però bisogna possedere una buona conoscenza della lingua. Ben pagati sembrano essere anche i moderatori dei forum legati al gioco d’azzardo e al gambling online. Le offerte di lavoro per lavorare come moderatori, nei forum in lingua inglese, si trovano digitando sul web la seguente parola chiave: “job forum moderator”.

Lavoro all’estero per cinquantenni: ecco tutte le opportunità.

La perdita del lavoro a 50 anni rappresenta per l’Italia un dramma sociale di proporzioni spaventose. Lo dimostra la lunga catena di suicidi balzati agli onori della cronaca durante l’aggravamento della crisi economica. Chi perde il lavoro alla soglia della mezza età, nel  nostro Paese può considerarsi quasi spacciato, non è così all’estero, dove i cinquantenni che perdono il lavoro sono sostenuti gratuitamente da agenzie governative, le quali istituiscono programmi di inserimento lavorativo studiati apposta per gli over 40 ed over 50 in cerca di occupazione.

Accade, ad esempio, in Australia,  dove il Governo ha istituito il Dipartimento per l’Impiego dei lavoratori cinquantenni,  che grazie alla loro esperienza possono essere inseriti in strutture per la formazione di persone disabili o di persone più giovani  in cerca di lavoro a cui trasmettere la propria esperienza e le proprie abilità. Insomma, all’estero i cinquantenni sono considerati una grande risorsa, una immensa fonte di conoscenza da mettere a disposizione degli altri,  a cui possono insegnare quello che loro hanno appreso durante la loro vita lavorativa.

Per questo ruolo i cinquantenni vengono pagati, perché la loro esperienza vale quanto un lavoro tradizionale. Chi nasce in Australia  e si ritrova senza lavoro a 50 anni è più fortunato di chi nasce in Italia e vive nella stessa condizione socioeconomica. Anche i cinquantenni italiani senza lavoro possono provare a cambiare la loro vita rivolgendo il loro sguardo all’estero, verso opportunità di lavoro riservate proprio a profili senior.

In Rete sono nati anche siti web internazionali che si occupano dell’incontro tra  datori di lavoro esteri e  madrelingua italiani che sono rimasti senza un’occupazione. Il dato che emerge da questi siti è che le maggiori opportunità di lavoro per i cinquantenni provengono dai Paesi extraeuropei, come Africa, Asia ed Emirati Arabi. Molto ricche di opportunità sembrano essere il Sud Africa e Dubai.

Opportunità in tal senso vengono offerte dal sito www.multilingualvacancies.com che segnala i posti di lavoro disponibili anche per madrelingua italiani. Le offerte pubblicate sul sito si rivolgono preferibilmente a profili senior ( maturi) che parlano l’italiano e che sono disposti a trasferirsi all’estero presso la sede di lavoro indicata.  Una di queste offerte proviene da un’azienda di marketing con sede a Cape Town in Sudafrica. L’azienda cerca madrelingua italiani che conoscano anche l’inglese  e abbiano esperienza nel servizio di assistenza clienti. L’azienda mette a disposizione degli assunti un appartamento nel cuore della sede aziendale e un salario dignitoso. Il link per candidarsi è il seguente: http://www.multilingualvacancies.com/job-details-115335.html.

Altre offerte sono riservate sempre a madrelingua italiani e provengono da aziende londinesi che pagano da 20 a 40 mila sterline all’anno. La pagina per visualizzare tutte le offerte, con gli indirizzi email ed i numeri di telefono delle persone da contattare, è visibile a questo link:http://www.multilingualvacancies.com/vacancies/italian-language-jobs.php.

Altro sito per l’incontro internazionale tra domanda ed offerta di lavoro è visibile a questo link: www.exec-appointments.com/?gclid=CJfagsyd2LACFQpd3wodTk7W2w, portale dedicato a profili senior che hanno ricoperto ruoli esecutivi e manageriali.

All’interno del sito indicato esiste un link: International Job, con le offerte di lavoro in Paesi come Asia e Africa ed Emirati Arabi, dove le aziende dei Paesi ricchi investono ed assumono con salari estremamente dignitosi.

Per trovare lavoro in Europa e precisamente in Gran Bretagna, esiste anche un forum e una chat in cui incontrare amici londinesi cinquantenni o potenziali datori di lavoro: l’url del forum è http://overfiftiesfriends.co.uk/discussions.php.

Cosa fare dopo la maturità

L’esame di maturità rappresenta, per moltissimi giovani, una delicata fase di passaggio della propria vita: quella in cui bisogna decidere se andare a lavorare o proseguire gli studi universitari.  Spesso la decisione del “cosa fare dopo il sospirato esame di maturità” si scontra con dubbi, paure, incertezze e incrollabili indecisioni che fanno ritardare la scelta del percorso da intraprendere per il proprio futuro.

Dopo la maturità generalmente bisognerebbe scegliere un percorso di studio o di lavoro coerente con il proprio diploma. Se si possiede un diploma a indirizzo tecnico, anche l’università scelta dovrà essere sempre con lo stesso indirizzo, se si possiede la maturità liceale classica bisognerebbe proseguire con studi universitari a indirizzo umanistico.

Purtroppo, in mezzo al principio della coerenza, bisogna valutare anche quello delle opportunità che certi percorsi di studio offrono. Secondo gli ultimi dati, i laureati delle facoltà umanistiche hanno messo opportunità occupazionali rispetto a quelli delle facoltà tecniche.

Le facoltà universitarie con le maggiori opportunità occupazionali sono, infatti, Ingegneria, Chimica Industriale e Ambientale e Medicina. Per quanto riguarda la facoltà di Chimica, molti studenti vengono contattati dalle aziende ancor prima di essersi laureati e ciò perché questa facoltà è meno affollata delle altre.

Chi possiede una maturità classica o comunque a indirizzo umanistico, deve in ogni caso  proseguire secondo un percorso coerente, perché l’incoerenza tra il diploma di maturità e il titolo di laurea è considerata negativamente dalle aziende che valuteranno il curriculum per un’assunzione.

Non sempre però, dopo la maturità si ha voglia di proseguire con gli studi. In tal caso, a decidere le sorti del diplomato sarà la sua abilità nel saper trovare il lavoro giusto o le competenze acquisite durante il percorso di studi superiori.

Una volta si diceva che per lavorare bastava un semplice diploma in Ragioneria, oggi, invece, l’Italia è piena di “ragionieri”, più o meno giovani, diplomati e disoccupati, segno che questo diploma ha perso un po’ del suo fascino a causa della concorrenza con le lauree a indirizzo economico.

I diplomati degli istituti tecnici professionali possono, invece, decidere più tranquillamente se evitare o meno gli studi universitari, perché l’interesse delle aziende è ormai più concentrato verso le  professioni manuali e artigianali.

Hanno maggiori opportunità di lavoro i diplomati tecnici a indirizzo elettrico, meccanico o elettronico, i diplomati dell’Ipsia a indirizzo moda o sartoria, i diplomati dell’istituto alberghiero. Con questi titoli ci si può già proporre per delle esperienze di apprendistato presso le aziende del proprio settore di studio, riuscendo a inserirsi come meccanici, elettricisti, elettrauto, sarti e cuochi.