LE PROFESSIONI PIu’ RICHIESTE

Dati e statistiche hanno recentemente divulgato la lista delle professioni che saranno più richieste nel 2012. La redazione di Romtampa ha, invece, redatto una propria lista nata da testimonianze dirette e da osservazioni empiriche che danno un quadro il più possibile realistico delle professioni che saranno più cercate nel nuovo anno.

Il 2012 conferma, in fatto di lavoro, la tendenza degli ultimi anni: poco spazio alle professioni intellettuali e ampie opportunità per le professioni manuali e tradizionali. Per quanto riguarda i profili con laurea e specializzazioni troveranno spazio ingegneri e tecnici delle energie rinnovabili e dell’ambiente, mentre faticheranno a trovare un posto i laureati in discipline umanistiche. Poco richiesti saranno anche i profili amministrativi e impiegatizi, mentre spazi per lavorare si apriranno nelle professioni manuali e artigianali.

Le maggiori opportunità saranno riservate a meccanici, cuochi, installatori e parrucchieri. Crescerà anche la richiesta di addetti alle pulizie e di badanti  come confermato anche da una recente ricerca dell’Isfol. Le opportunità di lavoro per alcuni profili potrebbero però subire delle variazioni consistenti anche su base regionale. Prendiamo il caso delle badanti ad esempio. Nelle regioni del Sud, il crescente livello di disoccupazione e le scarse pensioni degli anziani  potrebbero far calare la domanda di badanti, sostituite da figli e figlie momentaneamente senza lavoro che assistono i genitori in modo da poter fruire del reddito della loro pensione.

Nel 2012 crescerà a dismisura anche la richiesta di agenti, commerciali e rappresentanti, in qualsiasi settore. Per quanto riguarda gli inquadramenti contrattuali, anche se abbiamo elencato le figure professionali più richieste, non è detto che queste coincidano per forza con un posto fisso e stabile.

Nel 2012, ad avere più facilmente contratti di lavoro a tempo indeterminato, saranno meccanici, cuochi e tecnici installatori, mentre i parrucchieri lavoreranno preferibilmente in proprio. Gli addetti alle pulizie potrebbero essere costretti a improvvisarsi lavoratori autonomi visto che molte società e  cooperative già da qualche anno sono in crisi e faticano a pagare gli stipendi. Ma perché solo  meccanici,  cuochi e installatori avranno contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato? Perché di meccanici ce ne sono pochi in giro e perché, a causa della crisi, in pochi compreranno le macchine e preferiranno farsi aggiustare quelle vecchie aumentando il lavoro delle officine. I tecnici installatori beneficeranno, invece, di un mercato sempre in crescita e i cuochi, allo stesso modo, lavoreranno in un settore che non conosce crisi.

STRATEGIE PER TROVARE LAVORO

Trovare lavoro è di per sé un lavoro. Molto faticoso e impegnativo e che per questo va cercato con metodo e rigore e adottando le giuste strategie.  Senza una logica strategia che punti a un ricollocamento professionale o a trovare il primo impiego, si rischia di restare disoccupati o precari  a vita o comunque marginalizzati rispetto alle opportunità che il mercato del lavoro può offrire. Certo, di questi tempi, parlare di occasioni e opportunità suona quasi come una beffa: i giovani sono sempre più esclusi dal lavoro stabile, gli over 40 e over 50 vengono licenziati in massa ingrossando le fila dei senza lavoro  e facendo precipitare il mercato del lavoro italiano in una vera  e propria situazione di emergenza. Per uscire da questa emergenza e dalla tragedia della disoccupazione senza speranza è altamente consigliabile seguire delle strategie adatte alla propria età, alla propria esperienza e al proprio percorso professionale.

STRATEGIE PER GIOVANI IN CERCA DI PRIMA OCCUPAZIONE

I giovanissimi devono fare attenzione alle proprie scelte di formazione scolastica e prima di avventurarsi in percorsi di studio che piacciono devono valutare la situazione nella sua globalità: oggi c’è poco spazio per chi ha una formazione umanistica, quindi bisogna concentrarsi su una formazione che  permetta di acquisire conoscenze su mestieri artigianali. Meglio formarsi come meccanici, installatori, tipografi, parrucchieri, elettricisti, cuochi e pasticceri, scegliendo corsi di formazione regionali o istituti professionali che permettono di effettuare degli stage nelle aziende. I più volenterosi riusciranno facilmente ad ottenere un contratto di apprendistato e poi un’assunzione definitiva e, dunque, stabile.

STRATEGIE PER DISOCCUPATI

I disoccupati sono costituiti da una vasta schiera di persone: uomini, donne,  diplomati, laureati, trentenni, quarantenni e oltre. Il disoccupato reduce da un’esperienza di lavoro dipendente, se non ha una formazione spendibile sul campo, ad esempio, un impiegato, deve pensare a ottenere dall’azienda la liquidazione spettante e provare a usare tale risorsa per diventare socio lavoratore di un’impresa in cerca di finanziatori e disposta a farlo lavorare nella sua squadra. Certamente penserete che  con questo metodo è come se uno il lavoro lo comprasse, in realtà non è così, perché la  figura del socio lavoratore è tutelata per legge.  Altra utile strategia è la ricerca del lavoro attraverso gli annunci pubblicati sui quotidiani locali dove spesso si trovano esclusivamente offerte di lavoro di aziende serie. Nei portali web, dove gli inserzionisti non pagano per pubblicare, è, invece,  più facile trovare offerte fasulle. Poi sarebbe utile anche farsi “raccomandare” dal precedente datore di lavoro, chiedendogli una lettera di referenze da presentare a aziende solide con cui lo stesso datore di lavoro è in buoni rapporti. Molti disoccupati sono riusciti a trovare lavoro usando proprio questa strategia e talvolta accettando pure il compromesso di rinunciare a liquidazioni e ulteriori diritti pur di farsi ricollocare presso altre imprese. La realtà sembra triste e squallida, ma per dovere di cronaca occorre dire che in questi anni di crisi le strategie per trovare lavoro comprendono compromessi ben peggiori che non ci sentiamo di suggerire perché scorretti e illegali.

STRATEGIE PER PRECARI

I lavoratori atipici o precari, che saltano da un contratto all’altro, hanno un’unica strategia per trasformare il precariato in un’attività più stabile: sfruttare il portfolio. Con questo termine si intende l’insieme dei committenti presso cui si sono effettuate delle collaborazioni professionali. L’insieme del portfolio di committenti va presentato alla nuova azienda a cui ci si intende proporre, per spuntare una collaborazione più duratura e magari più remunerativa. La seconda strategia ha sempre a che fare con il portfolio, non personale, ma dell’azienda committente. Se l’impresa committente ha, tra i suoi clienti, aziende prestigiose e finanziariamente solide, potreste chiedere alla committente stessa di presentarvi come collaboratori della sua cliente, facendovi indicare come colui che ha saputo contribuire all’efficienza dei servizi offerti. Per fare una simile proposta dovete sempre mantenere un buon rapporto con i vostri committenti in modo da favorire una relazione empatica che vi permetta di acquisire la loro fiducia e disponibilità ad aiutarvi a trovare una collocazione più duratura e remunerativa.